Riparte la "Campagna al contrario" FAIS.
Motivo? Pazienti inascoltati e la grave situazione degli stomizzati e incontinenti nel Lazio
Riparte la campagna di sensibilizzazione FAIS "al contrario". Lanciata lo scorso anno in occasione delle varie criticità registrate in Regione Campania circa le forniture di presidi e accessori, la campagna ritorna per accendere un faro su quanto sta accadendo nella Regione Lazio dove si registrano gravi inadempienze e ritardi nel fornire servizi e prodotti alle persone incontinenti e stomizzate. L'obiettivo della campagna è di sensibilizzare il decisore su criticità che si presentano sul territorio e che impattano con forza, e negativamente, sulla vita delle persone. FAIS cerca di farlo anche attraverso immagini e testi che raccontano, con amara ironia, i fatti e fanno riflettere.
La mancanza di una rete capillare di ambulatori specializzati obbliga molti pazienti a compiere lunghi e difficoltosi spostamenti per ricevere cure e assistenza, senza che vengano considerati né i tempi di percorrenza nella capitale né il peso emotivo ed economico che tali trasferte comportano per loro e le loro famiglie.
Negli ultimi anni, la FAIS (Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati) ha più volte sollecitato la Regione Lazio a intervenire per colmare queste lacune, senza ottenere risposte concrete. Solo recentemente, grazie all’impegno della Federazione, sul sito "Salute Lazio" è stata introdotta una sezione che consente ai pazienti di verificare la disponibilità degli ambulatori e la loro specializzazione (urostomie o enterostomie).
📌 Le principali criticità emerse:
- Ritardi e mancate consegne dei dispositivi medici, con un aggravio di tempi e risorse per ASL, fornitori e pazienti.
- Procedure di ordinazione complesse e peggiorative, che ostacolano l’accesso agli ausili e violano sistematicamente il termine di consegna di cinque giorni lavorativi previsto dal capitolato di gara.
- Errori nei codici ISO e sostituzioni di dispositivi senza preavviso, delegando la scelta alle farmacie e alle sanitarie invece che agli specialisti di riferimento.
- Mancanza di sacche da letto, dispositivo essenziale per garantire una qualità di vita dignitosa ai pazienti, con gravi ripercussioni fisiche, psicologiche e sociali.
- Scomparsa del tavolo tecnico di valutazione dei presidi, che prima della pandemia si riuniva regolarmente per garantire un’analisi specialistica dei dispositivi medici destinati agli stomizzati.
Nel 2023, la Regione Lazio aveva riconosciuto le criticità connesse alle nuove modalità di erogazione dei dispositivi medici, impegnandosi ad affrontarle entro il 30 settembre dello stesso anno. Tuttavia, tale impegno non è stato mantenuto. Anche nel 2024, nonostante un ulteriore incontro con la direzione sanitaria regionale e le decisioni prese in merito ai dispositivi monouso, le associazioni sono state escluse dalla fase di redazione delle gare d’appalto, impedendo un confronto necessario per garantire scelte adeguate alle reali esigenze dei pazienti.
Anche la proposta di un registro regionale della condizione dello stomizzato, che permetterebbe di distinguere chiaramente la stomia come una condizione di vita e non come una patologia, è rimasta in sospeso, così come il format per i piani terapeutici, concepito prima della pandemia per ridurre gli errori nell’attribuzione dei codici ISO e degli accessori necessari.
La FAIS ha sempre privilegiato il dialogo e la collaborazione istituzionale, ma di fronte all’inerzia della Regione Lazio e alle difficoltà che i pazienti continuano ad affrontare, si rende necessario informare l’opinione pubblica e gli stakeholder di questa situazione.
L’accesso ai dispositivi e alle cure non può essere ostacolato da ritardi e inefficienze burocratiche. La dignità e il benessere dei pazienti devono essere una priorità per le istituzioni sanitarie regionali.
📍 Per consultare l’elenco degli ambulatori specializzati: [https://www.salutelazio.it/ambulatori-di-stomaterapia](https://www.salutelazio.it/ambulatori-di-stomaterapia).
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